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Prevenzione, diagnosi precoce e terapia dei tumori della testa e del collo presso l'UOC di Otorinolaringoiatria (ORL) dell'Isola Tiberina
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Intervista con il Dott. Marco Radici

I tumori della testa e del collo rappresentano circa il 5% di tutti i tumori umani, con una netta tendenza all'incremento epidemiologico soprattutto in funzione della diffusione di abitudini "voluttuarie" quali il fumo di tabacco e l'assunzione di alcolici.

Abbiamo incontrato il dott. Radici perché ci illustrasse la situazione attuale sulla prevenzione e sulla cura di queste patologie.

 

 

Dott. Radici, quali sono gli aspetti principali del suo lavoro?
"In primo luogo direi l'aspetto organizzativo, volto a raccordare tutte le risorse umane disponibili in modo da individuare in ognuna di esse gli aspetti professionali, umani ed assistenziali al fine di ottimizzarne la sinergia.
In particolare, due sono gli ambiti principali di attività della UOC da me diretta, uno che si volge alle patologie più comuni dell'orecchio, del naso e della gola, l'altro che si occupa dei tumori della testa e del collo, cui nella mia vita di medico ho da sempre dedicato buona parte del mio interesse e delle mie energie.
Su questi due ambiti di lavoro, nell'ottica organizzativa di cui ho parlato poc'anzi, ho cercato di suddividere i miei collaboratori al fine di creare dei gruppi operativi di eccellenza, ovviamente con le necessarie interscambiabilità richieste dalla routine assistenziale quotidiana".

Qual è la situazione attuale, dal punto di vista epidemiologico, dei tumori della testa e del collo?
"Circa il 5% di tutti i tumori colpisce aree e regioni della testa e del collo. Negli ultimi due decenni si è assistito, oltre ad un aumento dei casi complessivi, anche a un cambiamento legato alle fasce d'età coinvolte. Se fino a tutti gli anni '80 tali neoplasie venivano considerate tipiche dell'età matura o anche anziana, incidendo soprattutto nel quarto o quinto decennio di vita, assistiamo oggi a un incremento di tali tumori nei cosiddetti giovani adulti. Ciò è dovuto principalmente all'esposizione in età sempre più precoce ai principali fattori di rischio per queste patologie, ossia il fumo di tabacco e l'uso (o abuso) di alcool. Questi fattori risultano maggiormente negativi se combinati insieme.
Per gli stessi motivi (esposizione ai fattori di rischio) anche la ripartizione dei casi per sesso ha visto un cambiamento significativo, tant'è che siamo passati da un rapporto di 10 a 1 tra maschi e femmine a un rapporto di 7 a 1, il che significa che, oggi, circa il 30% delle donne sono colpite da questi tumori, un tempo considerati tipicamente maschili.
A fronte di questi dati allarmanti possiamo affermare che i sistemi per garantire una diagnosi precoce sono fortunatamente aumentati così come è aumentata la coscienza e la richiesta di salute da parte della popolazione, che diversamente dal passato si sottopone più spesso e volentieri a visita medica anche in assenza di sintomi di malattia. Oggi gli strumenti terapeutici a disposizione sono migliorati".

Diagnosi precoce e strumenti terapeutici più efficaci. Ce ne parla più in dettaglio?
"Per quanto riguarda la diagnosi precoce, il primo step è costituito dai programmi di screening della popolazione sana, con visite di controllo nell'ambito di check-up generali che, in assenza di fattori di rischio acclarati, possono ripetersi ogni 4-5 anni. A ciò si associa il controllo periodico della laringe, della bocca e della tiroide.
In presenza di fattori di rischio evidenti, il programma di screening dà luogo a un piano di sorveglianza a maglie strette, con visite più ravvicinate (ad esempio 2 volte l'anno). E' il programma per i forti fumatori e/o bevitori, nonché per i cosiddetti lavoratori a rischio, ossia coloro che per ragioni professionali sono esposti a sostanze ritenute cancerogene. Fanno parte di tali categorie professionali, ad esempio, i lavoratori della gomma o di oli minerali, i falegnami del legno che sono soggetti all'inalazione di micropolvere di legno, i lavoratori del cuoio o della concia per l'esposizione al cromo.
Fa parte infine della diagnosi precoce la disponibilità di strumentario endoscopico estremamente sofisticato con possibilità di esaminare in dettaglio la struttura delle vie superiori.
Per quanto attiene invece la terapia, sono oggi disponibili tecniche chirurgiche sempre più mirate, ispirate al principio di preservazione dell'organo, e che offrono la possibilità di ricostruire le eventuali mutilazioni chirurgiche mediante l'impiego di lembi microvascolari.
La stessa radioterapia e l'oncologia medica, poi, sono oggi in grado di garantire terapie alternative o integrative delle tecniche chirurgiche tali da assicurare indici di guarigione definitiva un tempo considerati impensabili.
Possiamo infatti affermare che, grazie alla chirurgia e alla radioterapia, per tutte le localizzazioni e per tutti gli stadi di malattia i tumori della testa e del collo possono oggi essere trattati con successo in oltre il 60% dei casi, con oscillazioni che vanno dal 97% dei piccoli tumori delle corde vocali ad oltre il 40% nei tumori dell'orofaringe, gravati da una mortalità pressoché assoluta fino a tutti gli anni '70.
In ultimo, ma non per ultimo, vorrei citare il ruolo fondamentale svolto dalla terapia di supporto, ad esempio quella logopedica, entrata oggi di routin in ogni programma di cura, e che svolge una funzione centrale nei pazienti sottoposti a terapie invalidanti su funzioni socialmente rilevanti quali la fonazione".

Per concludere, quali sono le prospettive per il futuro?
"Dal punto di vista terapeutico, l'individuazione di nuovi strumenti per il trattamento radioterapico, come la tomo-radioterapia, e lo sviluppo di molecole antiblastiche di maggiore efficacia e di ridotta tossicità nella immunoterapia e nella terapia genica. Quest'ultima è la vera, grande speranza per la sconfitta non solo dei tumori della testa e del collo ma di tutti i tumori.
Dal punto di vista della prevenzione, un programma sociale di disassefuazione e di educazione sanitaria volto alla riduzione di etilismo e tabagismo e alla protezione in ambiente professionale delle categorie esposte a fattori cancerogenetici ambientali".

Intervista a cura di Pietro Viola, comitato di redazione

 

Il Dott. Marco Radici è Direttore della UOC di Otorinolaringoiatria dell'Ospedale S. Giovanni Calibita, Isola Tiberina, Roma